mercoledì 18 giugno 2014

Impressioni dal Lesachtal

La natura incontaminata, i caratteristici paesini con le loro vecchie fattorie, la pace e i mille profumi del bosco donano alla valle un'atmosfera idilliaca. 

La valle Lesachtal è stata eletta come 
"la valle dalla natura più incontaminata e pura d'Europa" 
e scelta dall'Associazione Nazionale Amici della Natura come paesaggio dell'anno.


 

sabato 14 giugno 2014

Resoconto terza settimana in tenda

7-14 giugno: FINALMENTE TIRA UN'ALTRA ARIA!

Il tempo è cambiato veramente qui nelle gloriose valli dell’Austria! Adesso fa un caldo boia fino alle cinque di pomeriggio e poi, puntualmente, arriva la tempesta (con grandine, venti da ogni direzione e piogge torrenziali). Insomma, ho scelto proprio un bel posto per campeggiare!!! A parte il dettaglio del clima il posto qui è stupendo, sembra di essere in una valle incantata e mi viene voglia di rimanere (quest’inverno mi costruisco un igloo! :D).

Prendi la bibita, nel quadretto ci sono i prezzi,
metti i soldi nella "cassa" e...Salute!
I sentieri e le baite sono ovunque (le baite apriranno tra un paio di settimane, ma intanto ci si può già fare una Radler in totale autonomia -vedi foto a lato-); i locali dicono che se continua a fare così caldo e umido tra pochissimo spunteranno un sacco di funghi (l’altro giorno mi hanno fatto assaggiare i funghi al forno, sanno di patatine San Carlo incredibile!); in settimana c’è stato il ballo di Pentecoste, che qui è l’EVENTO mondano dell’anno. La mia schiena “rotta” è stata una buona scusa per non andarci e dover spiegare a tutta la Valle le 5w su di me (chi cosa dove quando perché…come veramente?).



Le notti ora passano molto più tranquille, non sento più l’umidità di una settimana fa. Una sera, leggendo un libro dove si sosteneva che non abbiamo bisogno di sveglie e che per svegliarci basterebbe, la sera prima, dire con decisione alla nostra “sveglia interna” l’ora in cui vogliamo svegliarci, ho deciso di mettermi alla prova. Fatto sta che è da quel giorno che apro gli occhi ogni mattina esattamente alle cinque e un quarto…Poi mi faccio gli scherzetti, li richiudo fino alle sei e venti e alla mezza mi alzo. Fantastico!


Le cose belle di questa settimana: respirare l’aria fresca dei boschi, osservare gli animaletti (oggi mi è passata accanto una lepre enorme, la mia tenda potrebbe diventare un osservatorio di insetti e vespe-fake che puntualmente muoiono di caldo e me le ritrovo tutte in giro; i baby-cinghiali spero di non vederli mai…), la mia prima ferrata, le sedute di yoga che mi rompono la schiena ma che sicuramente mi porteranno prima o poi all’illuminazione così non mi dovrò mai più reincarnare in qualche sfigato che deve farsi il brevetto di guida alpina per combinare, leggere e conoscere le persone del posto. I bambini sono tutti così solari, puri, pieni di energia ed è proprio uno spettacolo vederli mentre girano e corrono per il paese. E poi c’è Mokusch, il cane dei miei amici, è troppo coccolone!!!

giovedì 12 giugno 2014

Ferrata Millnatzenklamm nella valle Lesachtal

Arrampicare, una cosa di cui tempo fa non avrei neanche potuto sentir parlare visto che avevo le vertigini già in piedi su una sedia. E invece eccomi qua, sulla Ferrata Millnatzenklamm insieme a Jan e Giovanna (detta Nedda). Iniziamo bene, ancora prima di partire mi devo mangiare una barretta di zuccheri perché “non mi sento mica tanto bene”, forse perché continuo a pensare ai racconti che Nedda mi ha fatto poco prima per “tranquilizzarmi”: “Ma sì guarda è una cavolata, praticamente cammini su un cavo d’acciaio sospeso per aria e ti tieni con le mani così” (scenetta di lei sul cavo traballante, mentre Jan le consiglia di smetterla perché mi sta solo spaventando, invano), “Poi non preoccuparti eh, anche se cadi sei legata e non vai giù più di 5 metri” Cosa??? Mi sa che rimango sotto a guardare!!!

E invece, dopo pausa pipì da eccitazione e quarto d’ora attaccata alla borraccia (che mi ricorda tanto la tettina calmante della mamma) ecco che mi accingo a fare i miei primi passi con tanto di imbragatura, casco, moschettoni e guanti dell’orto (Nedda sostiene che vadano benissimo…e infatti erano una figata!). Proseguo con la velocità di un bradipo, mentre Giovanna, alla sua seconda volta, è già come una gazzella ed è talmente avanti che non si vede più. Jan, dietro di me, fa le foto mentre mi dà consigli su come muovermi e mi aspetta con pazienza ammirevole. Cominciamo la salita sulla roccia che affianca una bellissima cascata, va tutto “bene” fino al pezzetto C, dove quasi mi viene un attacco di panico perché non so più come mettere mani e piedi e ho l’idea “eccezionale” di guardare giù. Ossantocielo siamo appesi su un muro a strapiombo sulla cascata!!! Mi comincia a girare la testa, mi rigiro veloce verso il muro e comincio un mantra: “Non guardare mai più giù! Non guardare mai più giù! Non guardare mai più giù!” e poi uno in dialetto austriaco “Jasmine, reiß die zamm!” (tipo “datti una calmata e vai avanti!”). Jan mi ricorda che è da un po’ che non respiro. “Ah grazie, me ne ero dimenticata…Ma, mica che poi ce la dobbiamo fare anche in discesa ‘sta cosa, vero?!...” Con l’aiuto dell’esperto (mano sulla chiappa) e nonostante le gambe che mi tremano, riesco in qualche modo a superare la crisi ed arrivare in territorio sicuro (= un pezzo piano). 

Poi ancora due salite, un paio di pause (dove marito e moglie conversano allegramente in latino dei fiori che notano qua e là, mentre io dall’agitazione non riesco neanche a sedermi e riposare), due cavi, la firma sul libro dei visitatori incastonato nella roccia e finalmente arriviamo alla fine!!! Ci sbaciucchiamo tutti sudati e ci facciamo i complimenti per avercela fatta (fiù!). Non vedo l’ora di togliermi gli occhiali e manco a farlo apposta, comincio ad inciampare ovunque. Ma ormai non posso cadere più di un metro e mezzo e quindi mi godo la discesa con gli altri sensi. 

Un grazie speciale va ai miei due compagni di viaggio Giovanna e Jan, che sono stati dei grandi a portarmi lassù!


Morale della storia per uomini un po’ bruttini, un po’ sfigati, che non combinano tanto con le donne…:
Mai mollare! Una soluzione c’è sempre!!! Andate a fare la guida alpina, le donne VI PREGHERANNO di toccarle! Dovete solo aspettare che vadano un po’ nel panico su una ferratina e tac! Mano sul culetto e spintarella. E loro non sapranno come ringraziarvi, ma voi un’idea ce l’avrete…

Morale della morale per donne scalatrici inesperte:
Sperate che la guida sia un figo, o una donna.

Trovate la descrizione del percorso dettagliata sul sito www.erlebnis-lesachtal.at

mercoledì 11 giugno 2014

Come proteggersi dalle zecche

Se andate spesso a fare gite nei boschi o in campeggio in zone a rischio è bene prendere in considerazione di fare il vaccino anti zecche. Le zecche infette sono purtroppo sempre più diffuse e, nonostante il morso sia indolore, possono portare malattie anche serie all’essere umano come la TBE (meningoencefalite da zecca) e la malattia di Lyme. Già quando vivevo in Stiria (Austria), nel 2008, mi avevano quasi “obbligata” a fare il vaccino, sostenendo che una zecca su due era infetta. Quella volta forse hanno esagerato con l’allarmismo anche perché vivevo in centro città e non ho mai messo piede in un bosco…comunque prima di partire per il campeggio ho pensato che fosse il caso di proteggersi.

Il ciclo vaccinale prevede la somministrazione di 3 dosi, ognuna a minimo un mese di distanza dall’altra. E’ da tenere conto che la prima dose non vi protegge ancora, quindi vi conviene programmare il vaccino con anticipo! Di solito consigliano di fare in autunno/inverno la prima dose così per la primavera siete protetti (primavera ed estate sono i mesi in cui proliferano le zecche). Io non mi ricordavo la storia delle 3 dosi e quindi ho fatto la prima un paio di settimane prima della partenza e farò la seconda (che copre già al 90%) qui in Austria (a pagamento) o in Italia (gratuitamente presso l’Azienda per i Servizi Sanitari). Nel frattempo, nel panico, mi sono comprata tutti gli spray anti zecche possibili e immaginabili e ci ho sommerso la tenda e i miei vestiti…per poi sentirmi dire dagli abitanti del posto che non devo prenderla così seriamente, anche perché a maggio (quando sono arrivata) per loro qui è ancora inverno (eh, me ne sono accorta caspiterina…!!!).

Sei proprio brutta
Il vaccino consiglio di farlo comunque (le controindicazioni sono praticamente nulle rispetto ad altri) anche se protegge solo contro la TBE e non contro la malattia di Lyme, per la quale non esiste vaccino, ma non è grave come la TBE che invece può creare danni seri e permanenti al sistema nervoso centrale e/o periferico.

Come evitare le punture da zecca:

- più in alto andate, meno probabilità di incontrare zecche avrete (sopra i 1.500 metri di solito non ci sono zecche);
- abbigliamento: dicono di indossare capi di colore chiaro (in modo da individuare meglio eventuali zecche), calzettoni lunghi, scarpe alte fino alle caviglie, pantaloni lunghi infilati nei calzettoni e camicia a maniche lunghe infilata nei pantaloni…si ma questo è irreale. Nessuno in vacanza, magari d’estate con 30 gradi, si andrà mai a vestire così, anche i boy-scout c’hanno le braghe corte dai! Consigli più facili da seguire secondo me sono questi:
- rimanete a casa (no(n) scherzo!) :D
- cercate di camminare al centro dei sentieri ed evitate, se potete, di sedervi e sostare nell’erba alta;
- usate prodotti repellenti da applicare su pelle e vestiti (in farmacia o al supermercato trovate di tutto, anche l’Autan Protection Plus va benissimo. Io l’ho preso in farmacia solo perché “mi andava” di pagarlo quasi il doppio…);
- durante l’escursione controllatevi spesso in modo da eliminare dai vestiti o dalle parti del corpo scoperte le zecche non ancora attaccate;
- Al rientro: BUTTATE VIA TUTTI I VESTITI!!! Hahaha, in realtà basta spazzolarli o metterli a lavare; fatevi la doccia (non solo per le zecche!) e controllatevi il corpo (meglio se con l’aiuto di un amico/a…;P).

Come togliere una zecca?
Nel caso vi abbia morso una zecca rimuovetela al più presto (consiglio una bambolina vudù per darle la punizione che si merita!).

Ho scoperto che tutte le storie su rotazioni orarie e antiorarie, dentifricio, olio extravergine di oliva ecc. ecc. sono delle cavolate. Prendete una pinzetta, afferrate la zecca con la pinzetta nel punto più vicino alla vostra pelle (senza schiacciare la zecca) e tirate delicatamente fino a che la zecca non si stacca. Poi disinfettate la zona e tenetela controllata per individuare eventuali segni di infezione (arrossamento, febbre, stanchezza inusuale, dolori muscolari ecc.). Nel caso aveste dei sintomi consultate il vostro medico.

Ulteriori informazioni le potete trovare sul sito dell'Azienda per i Servizi Sanitari
Altre info (in tedesco) su www.zecken.at

Altre soluzioni (da ridere) per evitare le zecche:
1. Scoprire il loro ciclo di sonno-veglia così, quando loro dormono, noi usciamo. Ma secondo me le zecche…non dormano mai :)

2. Correre così veloci tra l’erba che le bestiole non abbiano neanche il tempo di accorgersi di voi e prepararsi all’assalto delle vostre gambe. Geniale.

Un giro sulla ciclabile più frequentata d’Europa

Un 9+ alla pista ciclabile "Lungodrava"! Su questo bellissimo percorso immerso nella natura, cheda San Candido (in Alto Adige) porta direttamente al centro di Lienz (in Austria), si contano in estate fino a 1.500 presenze al giorno!

Punto di partenza di questa gita è la Piazza del Magistrato di San Candido. Tutto il percorso è ben segnalato e il paesaggio è davvero unico, si passa attraverso boschi e prati meravigliosi costeggiando il fiume Drava e i caratteristici paesini tirolesi per arrivare infine direttamente nel grazioso centro storico di Lienz. La presenza di adeguate aree di sosta, con fontanelle e tavolini dove è possibile fermarsi e godersi il panorama, rende la gita ancora più piacevole.

La ciclabile è adatta a tutti, anche a famiglie con bambini piccoli, soprattutto nella direzione San Candido-Lienz, che è tutta leggermente in discesa. Il fondo è ben preparato ed asfaltato per tutta la lunghezza (44km) e percorribile quindi anche con la bici da corsa e i pattini.

3 simpatici signori in super forma partiti quattro giorni prima da Vienna

La durata media del percorso è di 2-3 ore. Il ritorno può avvenire comodamente in treno, con apposito vagone per biciclette, da Lienz o stazioni intermedie.

Per chi è in vacanza sprovvisto di bicicletta, ma vorrebbe assolutamente provare l’ebbrezza di “oltrepassare il vecchio confine sulle due ruote”, c’è il noleggio bici a San Candido:

Papin Sport, Tel.: 0474 913450
Trojer Martin, Tel.: 0474 913216

lunedì 9 giugno 2014

Il mio primo Autostop!

Mi son svegliata stamattina ancora con il muscolo sotto la spalla contratto a causa di una posizione yoga che ho fatto ieri sera. Eh sì, questa volta è stata colpa dello yoga! O meglio mia, che volevo mostrarmi a tutti i costi quanto so far bene la candela e poi…tac! Torna fuori lo stesso dolorino che un anno fa mi ha tolto il respiro per due giorni! Vabbè, provo con gli esercizi appositi, migliora un pochino ma non del tutto, allora decido di seguire il consiglio di un amico “fai una camminata leggera in piano che fa bene”. “Ok!” ho pensato e sono partita sotto il sole cocente. Dopo due ore e mezza di camminata mi ritrovo al Centro Biathlon dove comincio a chiedere informazioni a due tizi (i gestori del bar/centro) che mi guardano increduli mentre mi spiegano che il biathlon, soprattutto d’estate, lo vanno a fare solo gli atleti ecc. ecc. Dicono che camminare faccia dimagrire. Sarà, ma a me è venuta una fame da lupi! Al bar ordino un caffè, ma mi mangerei il tavolino. La “camminatina per la schiena”, in tutto 25 chilometri, si sarebbe conclusa come da programma se non avesse iniziato a piovere o meglio, a grandinare, a due ore da casa. E’ successo tutto con una velocità incredibile, da sole che spaccava le pietre è arrivato un temporalone gigantesco che ha visto me: guardare in alto e capire che “oh oh qua si mette male”, camminare più veloce in cerca di un riparo, scardinare il casupolo degli attrezzi di un contadino per usarlo come riparo dalla grandine, aspettare che smettesse (invano), decidere se ripartire o no… Ripartita: corro per un’ora col mio zainetto in mezzo ai boschi come una selvaggia tra tuoni, pioggia, melma, pozzanghere e rimasugli di grandine con gli occhiali che, sì, devono stare su, ma si appannano ogni momento e mi fanno inciampare nei buchi. Spero solo di non rompermi un piede e di trovare presto l’uscita sulla strada principale, che non arriva mai. Fiatone, curva, curva, bivio, un altro bivio, per fortuna mi ricordo bene la strada perché con sto tempo doversi fermare e tirare fuori la cartina sarebbe una tragedia. Intanto penso “Dio fai che non mi prenda un fulmine, la prossima volta guardo le previsioni prima di partire, promesso!” e vado avanti a metà tra paura e divertimento. Finalmente trovo il bivio che collega il sentiero con la strada delle auto. Devo fare l’autostop. Ok, ma non passa nessuno, solo tre in moto troppo preoccupati di mettersi all’asciutto per rendersi conto che c’è una poveretta tutta fradicia sull’orlo della strada che ha bisogno di aiuto. Niente, continuo a correre sulla strada fino a una capanna di legno sotto il cui tetto mi rifugio. E aspetto. E intanto comincio a sentir freddo… E poi… Vedo in lontananza un’auto. Con scatto felino mi ributto in strada e metto fuori il pollice nella speranza che si fermi. Lui passa avanti, ma dopo una trentina di metri si ferma, graaaaandeeeeee!!!!!!!!!!!!!! E’ Gerd, un simpatico omone del paese vicino che, sorridente, mi dà un passaggio fino alla tenda e mi consiglia di fare una bella doccia calda all’arrivo. Io, strafelice, gli dico che la prossima volta che lo vedo gli offro un caffè e che mi dispiace di avergli bagnato tutto il sedile! Scendo dalla macchina e mi cade la borraccia costosissima rompendosi…Ma chissenefrega, che avventura! Torno in tenda (per fortuna qui non è arrivato ancora il temporale perché ho tutta la roba stesa fuori e la tenda aperta), mi tolgo la roba bagnatissima di dosso, le scarpe, i calzetti (che nella corsa si sono bucati…!) e mi faccio una bella risata mentre preparo l’asciugamano per la doccia e un buon tè caldo.

Telefonini in sicurezza nel box-merenda
La calma prima della tempesta

27° Giro delle Dolomiti e “SuperGiroDolomiti”

Un bel vedere per chi guardava, una bella sfida per chi partecipava!

Si è svolto ieri il 27° Giro delle Dolomiti, l’ormai famosa maratona per ciclisti amatoriali intorno alle romantiche e selvagge Dolomiti di Lienz. Il giro classico prevedeva un percorso di 112 km con 1850 m di dislivello, partendo da Lienz e passando per Oberdrauburg-Kötschach Mauten-St.Lorenzen-Maria Luggau-Obertilliach (dove si trova il rinomato Centro Biathlon)-Kartitsch-Abfaltersbach-Thal Assling-Leisach per arrivare al traguardo nel centro storico di Lienz.

Per i ciclisti più estremi, in concomitanza con il giro classico, è stato organizzato per la prima volta il “SuperGiroDolomiti”. Con partenza alle 6.30 del mattino da Lienz, il percorso prevedeva a Kötschach-Mauten un allungamento del giro con l’aggiunta di 3 passi (Passo Pramollo-Passo del Cason di Lanza-Passo Monte Croce Carnico) e l’ingresso in Italia. 232 km e 4820 m di dislivello in tutto per i fortissimi partecipanti al "SuperGiroDolomiti".


Grande festa e partecipazione nei paesini toccati dai due giri, dove grandi e piccoli incitavano i ciclisti facendoli sentire quasi come al vero Giro!

La partecipazione delle donne alla gara è stata minore anche se esaltante. Speriamo in una partecipazione femminile sempre maggiore a questo sport, così faticoso ma oltremodo entusiasmante!

Al 27° Giro delle Dolomiti (112 km) si è classificato l'austriaco Kuen Maximilian, con un tempo totale di 2:52:27.90 e una media di 39,0 km/h (classifica Overall).

Al "SuperGiroDolomiti" (232 km) si è classificato invece primo un italiano, Zen Enrico, con un tempo totale di 7:15:38.30 e una media di 32,0 km/h (classifica Overall).

I risultati generali sono sul sito ufficiale www.dolomitensport.at