Vi siete mai chiesti a che cosa
servono tutti quei cavi tirati intorno alla tenda? Ma per farvi da stendino,
no…?! Quando arriva il magico momento di lavare mutandine & co., con la
bacinella piena di roba guardi il cielo, sperando in una giornata di sole, e
poi concentri lo sguardo su quei cavetti, che sembrano fatti apposta per appenderci
qualcosa. Così, invece di dover stendere lunghi cavi tra gli alberi (e se non
ci sono gli alberi?) puoi convincere la nonna che “No, non mi porto dietro lo
stendino di casa!” ed abbandonarti alle virtù della tua cara amica tenda. Le
mollette sono una parte fondamentale del campeggio, io ne ho portate una decina
e le ho usate per moltissime cose diverse: appendere la roba, chiudere le
confezioni aperte di alimentari, fissare il telo della “porta” quando
mi serviva l’ingresso libero…
Riutilizzo di barattoli e recipienti
![]() |
| Lei divideva il letto con me e i suoi piccoli |
Un’altra idea per “ciucciare tutto fino
all’osso”?
Il cacao col barattolo finito di
nutella… Quando proprio non riesci più a tirar fuori niente dalla tua nutella,
neanche con la lingua (haha) è ora di farsi un buon cacao.
- Scalda una tazza di
latte sul fuoco/piastra,
- versa il latte caldo nel barattolo della nutella,
chiudilo e sbatti con cura.
Il cioccolato che è rimasto nel barattolo e che a
casa avresti sicuramente buttato via è diventato un cacao da leccarsi i baffi!
Non vivo più in tenda ma le “buone
abitudini” ormai mi seguono ovunque!
Vi ricordate quando, il giorno del mio
primo autostop, mi è caduta la borraccia a terra e si è rotto il coperchio?
Come porta liquidi per bici è diventata inutilizzabile, ma si è rivelato un
vaso di design per i fiori di montagna!
E poi il primo soccorso con mezzi fai
da te… l’altro giorno mi sono procurata una leggera distorsione al piede
facendo stupidaggini su e giù per una collina (prometto di stare un po’ più
tranquilla d’ora in avanti, forse…). Arrivata zoppicante a casa mi sento subito
in dovere di fare l’animaletto ferito che ha bisogno di cure e chiamo Jan e
Giovanna. Giova comincia a darmi consigli a raffica “allora per prima cosa
prendi un pezzo di stoffa e lo imbevi di aceto, hai l’aceto? Balsamico…? Bon,
andrà sicuramente bene anche quello…Poi avvolgi lo straccio sul piede. Chiede
Jan se vuoi venire a bere un bicchiere di vino qua…Ah, stai già bevendo da sola
(risata)…ok…ce l’hai una garza? Bon, non importa…noi mettiamo i bimbi a letto e
siamo subito da te. Ti porto anche la crema che ti ho prestato l’altra volta
per i lividi.”
GRAZIE AMICI, siete fantastici!!! Adesso
devo solo capire come faccio ad arrivare al lavoro domani, spero in un miracolo
della mia crema e della mia forza di volontà durante la notte.
E insomma questa è la fasciatura di
fortuna per la quale ho preso i complimenti dalla mia cara amica Giovanna: uno
straccio da cucina, due elastici a X e una molletta (vedete? Le mollette
sono utili almeno quanto il coltellino svizzero!).


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